Stop ai guard rail killer AVV. FRANCESCO CAPOZZI del Foro di Milano Troppo spesso si leggono sui giornali notizie di incidenti mortali. Eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza. Troppo spesso, però, si sente anche parlare di incidenti banali, ma resi mortali da impatti con il guard... Stop ai guard rail killer
AVV. FRANCESCO CAPOZZI del Foro di Milano
Troppo spesso si leggono sui giornali
notizie di incidenti mortali. Eccesso di
velocità, guida in stato di ebbrezza.
Troppo spesso, però, si sente anche
parlare di incidenti banali, ma resi
mortali da impatti con il guard rail.
Accorgimenti tecnici che dovrebbero
salvare la nostra vita, finiscono per
essere vere e proprie armi. Le normative
come gestiscono questo
grave controsenso e qual è la situazione
italiana? Un piccolo ripasso
tecnico è fondamentale per capire
meglio ilproblema.
ll guard rail è un dispositivo di sicurezza
ideato per contenere i veicoli all'interno
della carreggiata. ll suo utilizzo è
fondamentale per limitare gli incidenti
dovuti a sbandamento. Senza questi
sistemi, Ieggere distrazioni o colpi di
sonno, mentre si è alla guida, potrebbero
causare molte più vittime. I guard
rail più diffusi sono quelli costruiti da
diversi montanti collegati fra loro da
nastri a bi-onda o a tri-onda che permettono
un contenimento elastico
degli ur1i. Così facendo, i veicoli fuori
controllo non invadono la corsia opposta,
come invece accadrebbe se I'urto
fosse rigido. Fin qui tutto bene. Tale
meccanismo risulta efficace con autovetture
a quattro ruote ma risulta
essere, al contrario, pericolosissimo
quando ad essere coinvolti in un incidente
sono dei motociclisti. Nell'urto,
infatti, i montanti del guard rail possono
provocare mutilazioni nonché vere
e proprie decapitazioni. Colpiti ad alta
velocità, gli stessi nastri di collegamento
(molto taglienti) possono causare
danni irreparabili. Le lesioni alla
colonna vedebrale - la maggiore tra le
cause di morte di motociclisti - sono
dovute all'impatto con il guard rail e
solo raramente alla caduta dalla moto.
In ltalia, da anni esistono le norme
"giuste". L'art. 47, comma 2, della
legge n. 120 del 2010, recante
"Disposizioni in materia di sicurezza
stradale", prevede la sostituzione
delle barriere obsolete o danneggiate
con guard rail di nuova generazione,
Sulla base della normativa UNI EN
1317 in materia di progettazione,
omologazione e impiego della barriere
stradali di sicurezza (nonché dei
regolamenti CE 76512008 e UE
30512011 , e delle comunicazione
della Commissione dell'Unione
Europea nell'ambito dell'applicazione
della direttiva 89/106/CEE), il Ministero
delle lnfrastrutture e dei
Trasporti ha anche riorganizzato,
nella teoria, la normativa sulla sicurezza
slradale (decreto 28.6.11 pubblicato
in G.U. n. 233 del 6.10.11),
prevendendo, tra I'altro, che:
- a decorrere dal 1o gennaio 2011 i
dispositivi di ritenuta stradale utilizzati
ed installati devono essere muniti di
apposita marcatura CE, posta a
seguito dell'emissione di un certificato
CE di conformità rilasciato dall'organismo
notificato, nonché di un'ulteriore
dichiarazione CE di conformità
rilasciata dal produttore del dispositivo.
Questo deve anche indicare le
Lavori Pubblici n. 65 novembre - dicembre 2013
caratteristiche tecniche del prodotto
sulla marcatura e sull'etichettatura;
- l'installazione, Ia manutenzione, i
controlli e le riparazioni dei dispositivi
di ritenuta stradale devono essere
eseguiti in conformità alle prescrizione
e indicazioni fornite dal produttore
e descritte nel necessario manuale
per I'installazione;
- I'appaltatore che installa gli impianti
di sicurezza stradale deve acquisire
in originale o in copia autentica "i rapporti
delle prove al vero" effettuate su
prototipi rappresentativi del dispositivo
di ritenuta stradale con le modalità
d'esecuzione delle prove stesse,
comprensive della verifica dei materiali
del prodotto.
I dispositivi sprovvisti di marcatura
CE potranno essere utilizzati solo
fino a 12 mesi dall'entrata in vigore
del decreto (vale a dire sino alla fine
del2012). Poi, in teoria, sostituiti.
La predetta normativa è in linea con
la comunicazione della Commissione
Europea del 20 luglio 2010 (SEC
2010/903) relativa gli orientamenti
2011 12020 sulla sicurezza stradale,
orientamenti che si prefiggono di
dimezzare il numero di vittime della
strada, in Europa, entro il 2020.
Ma, nella pratica, c'è ancora molto da
fare, soprattutto per gli utenti delle
due ruote.
Nonostante la legge n. 120/201O, in
Italia ci sono voluti anni per mettersi
d'impegno e cercare di applicare le
regole. La risoluzione parlamentare
del 13.6.'13 ha impegnato il Governo,
tra I'altro:
- ad assumere tutte le iniziative per
individuare i tratti di strada a maggiore
incidentalità per i motociclisti, al
fine di prowedere alla loro messa in
sicurezza in via prioritaria;
- a promuovere l'installazione di barriere
stradali più sicure e sistemi di
sicurezza idonei a garantire I'incolumità
dei conducenti di motoveicoli,
prevedendo in particolare il montaggio
sui guard rail esistenti di attenuatori
d'urto e sistemi per la protezione
dei motociclisti su barriere e pali, in
particolare nelle curve e nei tratti stradali
ad alto tasso di incidentalità per i
veicoli a due ruote, in linea con la
regolamentazione europea;
- a promuovere una campagna di
informazione e di comunicazione
volta a sensibilizzare i conducenti dei
veicoli a due ruote sui rischi derivanti
dai comportamenti scorretti alla
guida, con particolare attenzione ai
conducenti più giovani;
- ad assumere iniziative per prevedere
che una quota parte del gettito
delle sanzioni pecuniarie sulla circolazione
stradale sia destinato all'adeguamento
dei guard rail con I'installazione
dei dispositivi "salva motociclisti"
nei tratti stradali e autostradali più
a rischio;
- ancora, a dare pronta e completa
attuazione alla legge 12A12010 e, in
particolare, alla parte in cui è prevista
la sostituzione delle barriere obsolete
o danneggiate, da parte di enti proprietari
e concessionari delle strade e
delle autostrade, con guard rail di
nuova generazione, più sicuri per i
motociclisti (arl. 47);
- ad insistere in sede europea per
promuovere I'emanazione di una
disciplina finalizzala alla sicurezza
dei motociclisti, in particolare prevedendo
specifici crash test al momento
dell'omologazione delle barriere di
ritenuta.
ln questo senso, l'1/5 luglio 2013 è
stato approvato il disegno di legge n.
587 recante delega al Governo per la
riforma del codice della strada. Tale
disegno prevede, tra l'altro, l'introduzione
di disposizioni riguardanti la progettazione
e costruzione di strade più
sicure con espressa previsione di una
moderna segnaletica e la creazione di
inf rastrutture ed arredi iinalizzali
anche alla sicurezza dei motocicli.
E, poche settimane fa, il M5S ha presentato
un emendamento all'ultima
legge di stabilità per stanziare 15
milioni di euro da destinare alla sicurezza
slradale: "Fondi per installare
subito barriere salva motociclisti nei
tratti stradali più a rischio", sostituendo
i comuni guard rail in lamiera con
nuovi "progettati e testati" per l'impatto
con un motociclo. Se l'emendamento
venisse accettato, enti locali e
gestori potrebbero mettere in sicurezza
itratti stradali più a rischio, in velocità
ed autonomia.
Ad oggi, quindi, nonostante la recente
buona volontà, pare essere ancora
fermi sugli "impegni". C'è bisogno
pero che questi convincimenti divengano
veri e propri "obblighi" per concessionari,
comuni, appaltatori.
Lavori Pubblici n.65 novembre - dicembre 2013
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